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Glossario

L'appassimento

L'appassimento è la disidratazione controllata dell'uva dopo la vendemmia: i grappoli perdono dal 30 al 40 per cento del peso e concentrano zuccheri, glicerolo e precursori aromatici. È la tecnica che sta dietro ad Amarone, Recioto, Sforzato, Vin Santo e a tutti i passiti italiani.

Appassire l'uva non significa seccarla. L'acino, staccato dalla pianta, resta vivo per settimane: continua a respirare, consuma acidi organici, degrada in parte l'acido malico, sintetizza glicerolo e trasforma i precursori aromatici, mentre l'acqua evapora attraverso la buccia. Il risultato non è mosto normale più concentrato, ma un mosto diverso: più glicerico, meno acido in rapporto agli zuccheri, con una gamma di aromi che nell'uva fresca non c'era. È per questo che un Amarone non somiglia a un Valpolicella molto maturo. La materia prima va scelta di conseguenza: grappoli spargoli, con acini distanziati e bucce spesse, raccolti a mano leggermente prima della maturazione piena e mai ammaccati, perché una sola bacca lesionata inneschi marciumi che contaminano l'intera cassetta.

I modi sono due. Al chiuso, nei fruttai: i grappoli si posano in strato singolo sulle arele di bambù o nei plateaux di legno o plastica, in locali attraversati da correnti d'aria, per cento-centoventi giorni. Nella Valpolicella classica i fruttai storici stanno in collina proprio per intercettare la ventilazione; oggi molti sono a umidità e temperatura controllate, con deumidificatori che stabilizzano il processo negli autunni piovosi. All'aperto e al sole, sugli stenditoi di Pantelleria o sui cannizzi delle Eolie, l'appassimento è molto più rapido, due o tre settimane, e dà profili di frutta candita e ossidativi. Una terza variante è l'appassimento in pianta, con la torsione del peduncolo, e una quarta è l'appassimento appeso, come per il Torcolato di Breganze, dove i grappoli di Vespaiola restano legati alle travi.

La Valpolicella è il caso di scuola. Corvina, Corvinone e Rondinella appassiscono da ottobre fino all'inverno e il disciplinare vieta di avviarle alla vinificazione prima del 1° dicembre dell'anno di raccolta. Se la fermentazione si ferma prima di consumare tutto lo zucchero nasce il Recioto della Valpolicella DOCG, dolce, il vino più antico dei due; se prosegue fino a secco nasce l'Amarone della Valpolicella DOCG, che il disciplinare vuole con almeno 14 per cento in volume di alcol e due anni di affinamento, quattro per la Riserva. Recioto viene dal dialettale recie, le orecchie, cioè i lobi superiori del grappolo, i più esposti al sole e i più zuccherini, che si staccavano e si mettevano ad appassire a parte. L'Amarone nasce come incidente: un recioto scappato, fermentato oltre il previsto e diventato amaro. È diventato DOCG con la vendemmia 2010.

Il resto d'Italia usa lo stesso principio con esiti diversissimi. Lo Sforzato di Valtellina DOCG appassisce il Nebbiolo locale, la Chiavennasca, nei fruttai fino a dicembre e arriva anch'esso a 14 gradi da secco. Il Vin Santo toscano appende o stende Trebbiano e Malvasia nella vinsantaia sotto il tetto, dove le escursioni termiche sono volute, poi fermenta e affina anni nei caratelli sigillati con la madre: tre anni minimo per il Vin Santo del Chianti, quattro per l'Occhio di Pernice da uve rosse. Il Passito di Pantelleria porta lo Zibibbo al sole per due o tre settimane. Poi Malvasia delle Lipari, Sciacchetrà delle Cinque Terre, Recioto di Soave DOCG (prima DOCG del Veneto, nel 1998), Ramandolo, Picolit, Aleatico Passito dell'Elba, Sagrantino di Montefalco passito, che è la versione originaria del vitigno prima che il secco lo rendesse famoso.

Due avvertenze di lettura. L'appassimento non va confuso con il ripasso: il Valpolicella Ripasso è un vino giovane rifermentato sulle vinacce dell'Amarone, quindi prende struttura da un contatto, non da una disidratazione. E l'appassimento non è solo enologia: è la stessa logica dei fichi secchi, dei pomodori appesi sui fili, dell'uva passa, delle pere e delle prugne essiccate, cioè della conservazione per sottrazione d'acqua, che nella dispensa italiana precede di secoli il frigorifero.

Domande frequenti

Quanto peso perde l'uva durante l'appassimento?

In genere fra il 30 e il 40 per cento, con punte oltre il 50 per cento nei passiti più concentrati. La perdita si misura sui grappoli, e determina quanto zucchero e quanti aromi si concentrano nel mosto.

Che differenza c'è fra Amarone e Recioto?

Partono dalle stesse uve appassite della Valpolicella. Nel Recioto la fermentazione si interrompe e resta zucchero: è dolce. Nell'Amarone prosegue fino a secco e il vino arriva ad almeno 14 gradi. L'Amarone nasce storicamente da un Recioto fermentato oltre il previsto.

Il Ripasso è un vino da appassimento?

No. Il Valpolicella Ripasso è un vino giovane fatto rifermentare sulle vinacce dell'Amarone: guadagna struttura e alcol per contatto, non perché le sue uve siano state appassite.

L'appassimento si usa solo per il vino?

No: è la stessa tecnica dei fichi secchi, dell'uva passa, dei pomodori e delle pere essiccate. In tutti i casi si toglie acqua per concentrare zuccheri e aromi e rendere l'alimento conservabile.