agrofood.ITEN
Campania

Babà al rum

Il babà è un lievitato dolce a forma di fungo, ricchissimo di uova e burro, cotto asciutto e poi imbevuto di sciroppo al rum fino a diventare una spugna gonfia. I due punti critici sono la lievitazione, che deve essere lunga e in due tempi perché l'impasto sviluppi la maglia glutinica che regge il liquido, e la temperatura della bagna: 60 °C, mai bollente, o il babà si sfalda.

12 porzionipreparazione 60 mincottura 25 min

La leggenda del babà è documentata meglio di quanto le leggende dolciarie di solito siano. Stanislao Leszczyński, re di Polonia deposto ed esiliato in Lorena all'inizio del Settecento, trovava il kugelhupf alsaziano troppo asciutto e prese l'abitudine di inzupparlo nel vino di Malaga; il nome, secondo la versione più accreditata, arriva da Alì Babà delle Mille e una notte, che il re stava leggendo nella traduzione di Antoine Galland. Il pasticciere della sua corte, Nicolas Stohrer, aprì bottega a Parigi in rue Montorgueil nel 1730 e portò il dolce con sé. A Napoli il babà arriva con i monsù francesi tra fine Settecento e primi dell'Ottocento, e Ippolito Cavalcanti lo cita già nel 1837. In due secoli è diventato talmente napoletano che si' nu babbà, a Napoli, è il complimento più caldo che si possa fare a una persona.

Quello che separa un babà vero da un lievitato inzuppato è la struttura interna. L'impasto è un brioche estremo, con 250-300 g di uova e 150-200 g di burro per chilo di farina, e va lavorato a lungo perché la maglia glutinica diventi elastica e capace di trattenere una quantità di liquido pari al proprio peso. Serve farina forte, W tra 300 e 330, e il burro va incorporato solo dopo che l'impasto si è incordato, un pezzo alla volta, altrimenti il grasso interrompe la formazione del glutine e il babà resta pesante. La cottura deve essere completa e asciutta: un babà umido al centro si disfa nella bagna. E la bagna va tenuta a 60 °C, temperatura in cui lo sciroppo penetra senza cuocere le pareti dell'alveolo; sopra i 75 °C il dolce si scompone in poltiglia, sotto i 40 °C resta bagnato in superficie e asciutto al cuore. Il rum va aggiunto fuori dal fuoco, a sciroppo già tiepido, perché l'alcol evapora a 78 °C e con lui se ne va l'aroma.

Ingredienti

  • Farina forte W 300-330 (manitoba o mix)300 g
  • Uova medie a temperatura ambiente5 (circa 250 g)
  • Burro morbido a pomata100 g
  • Lievito di birra fresco10 g
  • Zucchero semolato per l'impasto20 g
  • Miele di acacia10 g
  • Sale fino6 g
  • Burro per gli stampi30 g
  • Acqua per lo sciroppo1 litro
  • Zucchero semolato per lo sciroppo400 g
  • Scorza di limone non trattato1
  • Scorza di arancia non trattata1
  • Rum scuro da 40-54 gradi200 ml
  • Gelatina di albicocche per lucidare80 g

Procedimento

  1. 01Sciogli il lievito in due uova sbattute e versa nella ciotola della planetaria con la farina, lo zucchero e il miele. Impasta con il gancio a velocità bassa per 5 minuti, finché l'impasto non si raccoglie.
  2. 02Aggiungi le uova rimaste una alla volta, aspettando che ciascuna sia completamente assorbita prima della successiva: servono 12-15 minuti in tutto. L'impasto passerà per una fase slegata e sgradevole e poi tornerà compatto. Unisci il sale e lavora finché non si stacca dalle pareti e si aggrappa al gancio: è la corda, e senza corda non c'è babà.
  3. 03Solo ora aggiungi il burro a pomata in cinque riprese, un pezzo alla volta, riportando l'impasto in corda dopo ciascuna. Alla fine deve essere lucido, elastico e sostenere il velo: teso tra le dita, si allarga in una membrana trasparente senza rompersi. Sono altri 10 minuti di macchina.
  4. 04Copri e lascia lievitare in ciotola a 26-28 °C per 1 ora e 30 - 2 ore, finché non triplica. L'impasto è molto molle e appiccicoso: è normale e non va corretto con altra farina.
  5. 05Imburra 12 stampini da babà o da muffin. Con le mani bagnate, stacca porzioni da 45-50 g, arrotondale sommariamente e mettile negli stampi riempiendoli per un terzo. Copri e fai lievitare 1 ora e 30 - 2 ore a 26-28 °C, finché l'impasto non arriva al bordo e comincia a cupolare.
  6. 06Cuoci in forno statico già caldo a 180 °C per 20-25 minuti, senza aprire nei primi 15. I babà devono essere bruni e scuri, non dorati chiari: la cottura deve essere completa fino al cuore, e uno stecchino infilato al centro deve uscire perfettamente asciutto. Sforma subito su una griglia e lascia raffreddare del tutto, meglio se per qualche ora: un babà leggermente stantio assorbe meglio.
  7. 07Prepara lo sciroppo: porta a bollore l'acqua con lo zucchero e le scorze di limone e arancia, lascia sobbollire 5 minuti, poi spegni. Togli le scorze e lascia scendere la temperatura a 60 °C, verificandola con un termometro. Solo a questo punto versa il rum e mescola.
  8. 08Immergi i babà freddi nella bagna a 60 °C, tre o quattro alla volta, tenendoli sotto con un mestolo forato per 40-60 secondi per lato. Devono gonfiare e diventare pesanti, con lo sciroppo che affiora dai pori. Se galleggiano ancora leggeri, non hanno finito.
  9. 09Solleva ogni babà con la schiumarola e appoggialo su una griglia sopra un vassoio, premendo appena con il dorso di un cucchiaio per far uscire l'eccesso. Lascia sgocciolare 15 minuti.
  10. 10Scalda la gelatina di albicocche con due cucchiai d'acqua fino a renderla fluida e spennellala sulla superficie dei babà: lucida, e soprattutto sigilla l'umidità all'interno. Servi a temperatura ambiente, eventualmente con un cucchiaio di rum versato al momento nella cavità.

Gli errori da non fare

Il babà perdona poco, e quasi tutti gli errori sono di impasto. Se non porti la massa in corda prima del burro, la maglia glutinica non si forma e il dolce cuoce compatto, con alveoli piccoli e chiusi che non assorbono: nella bagna resterà una pietra bagnata. Se aggiungi farina perché l'impasto sembra troppo molle, ottieni lo stesso risultato. La consistenza corretta è vicina a quella di una crema densa che si aggrappa al gancio, e va gestita con le mani bagnate, non infarinate.

Sulla bagna, la regola dei 60 °C è la sola che conta davvero. A temperature più alte la struttura interna collassa e il babà diventa poltiglia; a temperature troppo basse lo sciroppo non entra e resta un anello bagnato esterno con il cuore asciutto. Il secondo errore diffuso è mettere il rum nello sciroppo mentre bolle: l'alcol evapora a 78 °C, l'aroma se ne va e resta solo dolce. Serve rum scuro di media gradazione, agricolo o Navy, non un distillato neutro. Infine, un babà appena cotto assorbe peggio di uno riposato: se puoi, cuocilo la sera e imbevilo il giorno dopo. Si conserva imbevuto per due o tre giorni sotto una campana di vetro, e migliora nelle prime ventiquattro ore.

Scheda prodotto: Babà

Domande frequenti

Perché il babà si sfalda quando lo immergo nella bagna?

Perché lo sciroppo è troppo caldo o il babà non è cotto abbastanza. La bagna va usata a 60 °C misurati con il termometro, e il dolce deve essere freddo, asciutto al centro e ben brunito: un babà pallido conserva umidità interna e si scompone al contatto con il liquido.

Quanto rum ci va nel babà?

Circa 200 ml di rum scuro per un litro di sciroppo, cioè un rapporto di uno a cinque. Il rum va aggiunto a fuoco spento quando lo sciroppo è sceso a 60 °C: se bolle, l'alcol evapora e resta solo il dolce dello zucchero.

Che farina serve per il babà?

Una farina forte, con W tra 300 e 330 e almeno 13 g di proteine per 100 g. Serve a reggere la quantità enorme di uova e burro e a costruire la maglia elastica che poi trattiene lo sciroppo. Con una farina debole l'impasto non si incorda e il babà resta pesante.

Il babà è napoletano o francese?

L'invenzione è lorenese, attribuita al re polacco Stanislao Leszczyński e diffusa a Parigi dal pasticciere Nicolas Stohrer nel 1730. A Napoli arriva con i cuochi francesi tra Sette e Ottocento ed è citato da Cavalcanti nel 1837: la forma a fungo e la bagna al rum come le conosciamo oggi sono napoletane.

← Tutte le ricette