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Lombardia

Sbrisolona

Torta secca di farina bianca, farina di mais e mandorle in parti uguali, cotta bassa e rotta a mani nude. Il punto critico è non impastare: appena il composto forma una palla hai fatto un biscotto gigante, non una sbrisolona.

10 porzionipreparazione 25 mincottura 45 min

La sbrisolona nasce povera e diventa di corte. Il nome viene dal mantovano brisa, briciola, e nella versione contadina del Cinquecento era un impasto di farina di mais, poca farina bianca, strutto, nocciole e niente zucchero: un pane dolce di ripiego, cotto nel forno comune. È alla tavola dei Gonzaga che il dolce cambia tenore: le nocciole diventano mandorle, lo strutto diventa burro, lo zucchero entra in parti importanti, e la torta resta in repertorio come dolce di fine pasto da accompagnare al vino. La formula tramandata nelle case mantovane è nota come torta delle tre tazze, perché le tre componenti asciutte (farina bianca, farina gialla e mandorle) si dosano in volumi identici.

La sbrisolona non ha una struttura, ha una mancanza di struttura, ed è questo il punto tecnico. L'impasto va lavorato come una sabbia: il burro freddo si sfrega con le farine finché non si formano briciole di dimensioni diverse, dalla lenticchia alla nocciola, e quelle briciole si lasciano cadere nella teglia senza mai premerle né livellarle. Il vuoto fra una briciola e l'altra è ciò che in cottura fa entrare l'aria e produce quella friabilità totale che si sbriciola in bocca. La conseguenza è la regola che a Mantova nessuno discute: non si taglia col coltello, si batte con il pugno al centro e si porta via a pezzi irregolari. Un coltello passato su una sbrisolona giusta la polverizza; se invece riesci a tagliarne una fetta netta, hai un problema di metodo.

Ingredienti

  • Farina 00200 g
  • Farina di mais fioretto (macinata fine)200 g
  • Mandorle pelate, tritate a coltello grossolanamente200 g
  • Zucchero semolato200 g
  • Burro freddo a cubetti150 g
  • Strutto freddo50 g
  • Tuorli d'uovo2
  • Scorza grattugiata di limone non trattato1
  • Semi di mezza bacca di vaniglia1/2
  • Sale fino3 g
  • Mandorle intere con la pelle per la superficie40 g
  • Zucchero a velo per finireq.b.
  • Teglia da 28 cm a cerchio apribile1

Procedimento

  1. 01Trita le mandorle a coltello o con due impulsi brevi del mixer: devi ottenere una granella irregolare, con pezzi da 2-3 mm e qualche scaglia più grande. Ridotte a farina fine perdono il ruolo strutturale e la torta diventa compatta.
  2. 02In una ciotola larga mescola a secco le due farine, lo zucchero, il sale, la granella di mandorle, la scorza di limone e i semi di vaniglia. Mescola bene prima di aggiungere qualsiasi grasso: dopo non sarà più possibile distribuire il sale in modo uniforme.
  3. 03Aggiungi il burro e lo strutto freddi a cubetti e sfregali con la punta delle dita, sollevando il composto e lasciandolo ricadere. Lavora 3-4 minuti al massimo, finché non hai una sabbia grossa e umida. Se la cucina è calda, tieni la ciotola su un piano di marmo.
  4. 04Unisci i due tuorli sbattuti appena e mescola con una forchetta, poi con le dita, per 30 secondi. L'obiettivo è che le briciole si aggreghino in pezzi di dimensioni diverse, dalla lenticchia alla nocciola. Nel momento in cui vedi formarsi una palla, fermati e sgranala di nuovo fra le mani.
  5. 05Imburra e infarina la teglia da 28 cm, oppure foderala di carta forno. Lascia cadere le briciole dall'alto, distribuendole a pioggia e senza mai premere: lo spessore finale deve stare fra 1,5 e 2 cm e la superficie deve essere volutamente irregolare, con creste e avvallamenti.
  6. 06Distribuisci le mandorle intere sulla superficie premendole appena, quel tanto che basta perché non cadano quando sposti la teglia.
  7. 07Inforna a 175 °C in forno statico, ripiano centrale, per 40-45 minuti. La sbrisolona è cotta quando è dorata in modo disomogeneo, con le creste più scure degli avvallamenti, e quando il profumo di mandorla tostata arriva prima che tu apra lo sportello.
  8. 08Lasciala raffreddare completamente nella teglia, almeno un'ora. Da calda è friabilissima e si disfa se provi a spostarla; raffreddando lo zucchero cristallizza e i grassi si rassodano, e la torta prende la coesione minima che le serve per stare in piedi.
  9. 09Apri il cerchio, spolvera con poco zucchero a velo e servila intera. Si rompe al centro con il pugno chiuso o con il manico di un cucchiaio di legno, e i pezzi si staccano a mano.
  10. 10Conservala in una scatola di latta a temperatura ambiente. Resta perfetta 10-15 giorni e in molte case mantovane si considera migliore dal secondo giorno, quando la farina di mais ha finito di asciugare.

Gli errori da non fare

L'errore capitale è impastare. Nel momento in cui il composto diventa un unico corpo, il glutine si sviluppa e ottieni una torta compatta e dura che si può tagliare, e una sbrisolona che si taglia è una sbrisolona sbagliata. Lavora con le dita, mai con la planetaria a gancio, e fermati appena vedi briciole di dimensioni diverse. Il secondo errore è livellare le briciole nella teglia con le mani o con una spatola: schiacciandole elimini le camere d'aria e la torta cuoce densa. Il terzo è lo spessore: sopra i due centimetri e mezzo il centro resta umido mentre il bordo brucia.

Sulle materie prime, la farina di mais fa la differenza. Il fioretto, macinato fine, dà una grana asciutta e uniforme; la bramata dà una croccantezza più rustica ma sopra una certa granulometria la torta diventa sabbiosa in bocca: se usi bramata, mescolala per metà con il fioretto. Le mandorle vanno tritate a coltello: ridotte a farina spariscono, tagliate a lamelle non trattengono. Il burro deve essere freddo di frigorifero, e la quota di strutto, cinquanta grammi su duecento di grassi, è quella che dà alla briciola lo sfarinamento tipico mantovano. Non conservarla in frigorifero, dove assorbe umidità e diventa gommosa in una notte: scatola di latta, temperatura ambiente. Si accompagna alla grappa, allo zabaione o a un passito, e i pezzi si inzuppano.

Scheda prodotto: Sbrisolona

Domande frequenti

Perché la sbrisolona non si taglia?

Perché l'impasto non è mai stato compattato: è fatto di briciole cotte insieme, tenute solo dallo zucchero caramellato. Un coltello passato sopra la polverizza e produce macerie invece di fette. Si batte al centro con il pugno o col manico di un cucchiaio di legno, e i pezzi si staccano irregolari. Se riesci a tagliarne una fetta netta, hai impastato troppo.

Quali sono le tre farine della sbrisolona?

Farina bianca, farina di mais e mandorle macinate, in parti uguali: da qui il nome di torta delle tre tazze, perché in origine si misuravano a volume. Nella versione contadina originale le mandorle erano nocciole e lo zucchero era molto meno; la codifica mantovana con burro, mandorle e zucchero in pari dose viene dalla tavola dei Gonzaga.

Quanto dura la sbrisolona?

Da dieci a quindici giorni in una scatola di latta a temperatura ambiente, e migliora dopo 24 ore, quando la farina di mais ha finito di asciugare. Non va in frigorifero: assorbe umidità e in una notte perde tutta la friabilità. Se si ammorbidisce, cinque minuti a 150 °C la riportano al punto.

Posso fare la sbrisolona solo con il burro?

Sì, sostituendo i 50 g di strutto con altrettanto burro. Cambia la briciola: lo strutto ha un punto di fusione più alto e una struttura cristallina diversa, e produce quello sfarinamento asciutto che a Mantova si considera il segno della torta ben riuscita. Con solo burro il risultato è più ricco e leggermente più compatto.

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