Cucina veronese, il gusto dell’antica tradizone

I pranzi che si degustavano nelle antiche famiglie nobili veronesi erano conosciuti in tutto il mondo per la bontà dei piatti portati in tavola e per i ricevimenti sfarzosi che si accompagnavano ai pranzi. In epoca medievale i principi Scaligeri usavano deliziare i loro ospiti con pietanze dal sapore indimenticabile e libagioni senza eguali. Ma a parte le nobili famiglie del passato, tutti i veronesi, più ingenerale, sono cultori della buona cucina, curando di madre in figlia, di tramandare i piatti più succulenti della tradizione del luogo. Cosa c’è di meglio quindi di un viaggio alla scoperta dei sapori della cucina veronese?

Cucina veronese, un territorio da gustare

Meravigliosi paesaggi, atmosfere romantiche, e indimenticabili i protagonisti di una delle più belle storie d’amore, Romeo e Giulietta. Questi sono tutti ottimi motivi per andare a visitare la bellissima città di Verona, ma c’è molto altro: la sua cucina. Se andate a scoprire le bellezze di questo luogo, non potrete prescindere dalla scoperta della sua eccellente cultura enogastronomica.

Potete entrare in uno dei deliziosi ristorantini del centro e degustare i piatti più apprezzati della città. Iniziamo dai primi. Da provare il risotto all’amarone, da accompagnare con un buon vino rosso veronese. In alternativa si può optare per un altro piatto di riso: il riso al tastasal, un delizioso risotto con un impasto di carne di maiale. Eccelletene anche il riso coi Bisi. A Verona vanno assaggiati anche i Tortellini di Valeggio, conosciuti anche come nodi d’amore, fatti con una pasta sottilissima e poi annodata a formare quasi dei nodi di fazzoletto. Al suo interno si schiude il sapore sorprendente di un ripieno delicato di carne mista. Per chi non ama sapori così caratteristici ci sono anche gli gnocchi di patate, semplici e rustici, ma che esplodono di gusto serviti con sugo di pomodoro oppure con zucchero e cannella.

I secondi piatti veronesi

pastisada del cavalPassando ai secondi piatti non si va a perdere il gusto, anzi. Delizioso il bollito con la pearà, della carne di manzo con una salsa fatta con pane grattugiato, midollo, formaggio, brodo e del pepe nero. Ottima anche la pastissada de caval, una vecchia ricetta di oltre 150 anni fa. Attorno a questa ricetta c’è un aneddoto: secondo i racconti, in seguito alla cruenta battaglia tra Teodorico, il re degli Ostrogoti e Odoacre, re dei Barbari, avvenuta nel 489, numerosi cavalli giacevano al suolo. La fame dei veronesi fece sì che quella carne non venisse sprecata, quindi la tagliarono, la misero a macerare nel vino rosso della Valpolicella e infine l’aromatizzarono con spezie e verdure.

I dolci

Il dolce tipico di Verona è senza dubbio il Nadalin, ovvero il delizioso Pandoro, ci sono ancora numerose pasticcerie antiche in centro, dove si trovano anche le frittole, da provare assolutamente.

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